giovedì 23 febbraio 2012     | Registrazione
San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce

Oggi, 14 di Dicembre, vogliamo ricordare con tutta la Chiesa, memoria dovuta anche per la presenza della chiesa del Carmine nel territorio della nostra parrocchia, il padre carmelitano San Giovanni della Croce, proclamato dottore della Chiesa 1926, vissuto nel 1500, sostenitore insieme a Teresa d’Avila della radicale riforma degli “scalzati” all’interno dell’ordine, che ha cantato l’Amore e la Sapienza di Dio, raggiungendo per Grazia, nell’umiltà e nella piccolezza, la mistica unione con Dio. E lo vogliamo ricordare come un fratello “maggiore” che ci rende partecipi della sua esperienza, incoraggiandoci, e che può dirci qualcosa anche per questo periodo di Avvento, attraverso due immagini forti, quella della Notte e della Luce, come risveglio di Dio dentro di noi.

In questo periodo dell’anno liturgico, infatti, ci viene chiesto di prepararci per la venuta del Signore, come possiamo sentire più volte nel Vangelo, e se Giovanni Battista ci insegna che questo incontro può avvenire anche nel deserto, Giovanni della Croce, ci mostra come questo può avvenire nella Notte, nel silenzio e nascondimento, dove il niente, l’esser niente che a volte ci sembra di sperimentare, conduce al Tutto, cantando così:

Notte che mi hai guidato!

O notte amabil più dei primi albori!

O notte che hai congiunto

L’Amato con l’amata,

l’amata nell’Amato hai trasformata [strofa 5 della Salita al monte Carmelo]

E spiegando poi:

“Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualcosa in niente

Per giungere dove non sai, devi passare per dove non sai

Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei

Quando ti fermi su qualche cosa, tralasci di slanciarti verso il tutto

Per giungere interamente al tutto, devi totalmente rinnegarti in tutto

E quando tu giunga ad avere il tutto, tu devi possederlo senza voler niente

poiché se tu vuoi possedere qualche cosa nel tutto, non hai il tuo solo tesoro in Dio”. [Salita del monte Carmelo, libro I, cap. 13]

 

Perché è un niente amato che nasconde e porta al Tutto, così come la Notte alla Luce, facendo scoprire una Presenza viva dentro di sé. Giovanni della Croce canta ancora:

Quanto dolce e amoroso

Ti svegli sul mio seno,

dove solo e in segreto dimori!

Nel tuo spirar gustoso,

di bene e di gloria pieno,

come teneramente m’innamori. [strofa 4 della Fiamma viva d’amore]

 

Presenza che per Giovanni della Croce è il risveglio di Dio nell’anima:

“ O Verbo e Sposo, quanto dolce e amoroso è il tuo risveglio nel centro della mia anima, cioè nella sua pura e intima sostanza, in cui come signore dimori, non solo come in casa tua o nel tuo stesso letto, ma anche come sul mio stesso seno, intimamente e strettamente uniti! E con il respiro che emetti in questo tuo risveglio delizioso e pieno di beni e di gloria, con quanta delicatezza mi innamori e mi affezioni a te! In ciò l’anima prende la similitudine da colui il quale, svegliatosi dal sonno, respira, poiché veramente ella ha questa percezione”.

Possa essere questo Natale un vera nascita e un vero risveglio di Dio in noi, in ciascuno, ma soprattutto come parrocchia, un risvegliarsi e donarsi Dio, anche insieme, tra di noi, come il dono più grande da “adorare” e da “vivere” sempre più, vera Luce che illumina ogni notte e Vita che fa fiorire ogni deserto. E questo senza paura, ma con meraviglia, come Maria…

A tutti noi una buona preparazione al Natale!

alba

 

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